Il venerdì della rabbia scoppia anche dove non ci si aspettava
L'ondata di violenza islamica prevista per oggi con precisione meteorologica – oggi è giorno di preghiera – è scoppiata però dove non ci si aspettava. A khartoum, capitale del Sudan, una folla inferocita ha preso d'assalto le ambasciate di Gran Bretagna e di Germania (gli aggressori ricordano una manifestazione dell'ultradestra tedesca che ostentava vignette sul profeta Maometto) e ora si sta dirigendo secondo al jazeera verso l'ambasciata americana. Segui lo streaming video di Al Jazeera
20 AGO 20

L'ondata di violenza islamica prevista per oggi con precisione meteorologica – oggi è giorno di preghiera – è scoppiata però dove non ci si aspettava. A khartoum, capitale del Sudan, una folla inferocita ha preso d'assalto le ambasciate di Gran Bretagna e di Germania (gli aggressori ricordano una manifestazione dell'ultradestra tedesca che ostentava vignette sul profeta Maometto) e ora si sta dirigendo secondo al jazeera verso l'ambasciata americana. Nel nord del Libano (dove oggi inizia la visita di Benedetto XVI), a Tripoli, che è la città a più alta densità di islamici sunniti, sono stati bruciati due fast food – simbolo della cultura americana – e una persona è morta negli scontri. Ci sono proteste minori anche in Iraq, Malesia, Afghanistan, Pakistan e Bangladesh. In Yemen e in Egitto continuano le proteste di ieri, ma sembrano perdere la carica. A Piazza Tahrir alcune centinaia di persone hanno esibito anche un poster di Osama bin Laden, ma a lanciare sassi contro la polizia non sono più di venti ultrà. Il bilancio degli scontri di oggi è di undici feriti, cifra che porta il computo totale a 33 di cui quattro in gravi condizioni.
La violenza si è propagata fino a Tunisi dove, stando a quanto riferito dalla Cnn, nel corso degli scontri di fronte all'ambasciata americana alcuni manifestanti sono riusciti a entrare nel compund. Le forze di sicurezza tunisine hanno aperto il fuoco dopo aver lanciato gas lacrimogeni nel tentativo di disperdere le diverse centinaia di persone che si erano date appuntamento di fronte alla sede diplomatica americana alla periferia della città e almeno cinque persone sono rimaste ferite dai colpi di arma da fuoco sparati dalle forze dell'ordine che stanno difendendo l'ambasciata Usa.